Le superstizioni, la scaramanzia e il malocchio. Se ne parla giovedì 8 ottobre in piazzetta Bagnasco con Vittorio Trupia e Gaetana Ragusa

Toccare ferro, essere tredici a tavola, passare sotto a una scala, rompere uno specchio, rovesciare il sale o evitare di attraversare la strada dopo che l’ha fatto un gatto nero. Ecco le superstizioni che in ogni tempo hanno condizionato e ancora oggi determinano certe scelte di vita. Credenze delle quali si parlerà alle 19 di giovedì 8 ottobre in piazzetta Bagnasco con Vittorio Trupia e Gaetana Ragusa, autori del libro “Superstizione, malocchio e scaramanzia”. Un lavoro che prende lo spunto da una ricerca scientifica condotta sul territorio attraverso centinaia di questionari somministrati a giovani e anziani per misurare il loro grado di “superstiziosità”.

“La cosa che nessuno si aspetta – spiega Trupia – é che questo mondo affascina maggiormente i più giovani, probabilmente perché timorosi rispetto al futuro. La nostra ricerca ha portato a verificare che le credenze e gli atteggiamenti scaramantici più diffusi sono nati in epoche molto lontane (grosso modo dal periodo in cui l’uomo cominciò a prendere coscienza del contesto in cui viveva) e si sono diffusi in tutti i territori abitati, senza tenere in alcun conto i confini territoriali, geografici e politici”.

A interagire con i due autori sarà Donato Didonna, presidente dell’associazione “Piazzetta Bagnasco” che promuove l’incontro con Cappadonia Gelati come sponsor.

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