Primi giorni di scuola. Si attivano gli Uffici del Garante per le Persone con disabilità




La ripartenza della scuola deve avere la stessa velocità per tutti. Nessuno (alunni disabili e non) deve essere lasciato indietro.

Non un grido di allarme ma ragionevoli ed ineludibili richieste  avanzate da alcune Autorità locali Garanti delle Persone disabili.
Lo ha fatto per prima  Anna Laura Tringali (nella foto sotto),  Garante  di Brancaleone (RC), che ha scritto alla Istituzione scolastica locale per conoscere la situazione degli insegnanti di sostegno ed ogni altra misura e attrezzatura specialistica necessaria per la ripartenza degli alunni disabili.
Osserva Anna Laura Tringali: “Ripartire si deve e si può, ma senza lasciare indietro nessuno!”

In Sicilia nella stessa direzione si è mosso Salvatore Porrovecchio, (nella foto sotto), Garante della Persona disabile di Monreale che ha scritto al sindaco.  
Entrambi, nelle loro note,  hanno mostrato comprensione e  riconosciuto le oggettive difficoltà che i Dirigenti scolastici hanno nel riprendere la didattica con le modalità ordinarie. Aggiungono, tuttavia, che gli alunni con maggiore fragilità  devono avere lo stesso peso e la stessa attenzione prestata  a tutti gli altri alunni.
In particolare il Garante di Monreale ha richiesto al Sindaco della Città di essere informato in merito alla presenza degli assistenti igienico personali per la ripartenza del 28 settembre, sottolineando che la chiusura delle scuole a marzo ultimo scorso ha determinato un isolamento che ha segnato tutte  le famiglie e tutti gli alunni, ma  ha mostrato un drammatico impatto  sugli studenti disabili e sulle loro famiglie. Concludeva auspicando che non vi fossero false partenze e che  la presa in carico di un alunno con disabilità non continuasse a rimanere nella sfera delle responsabilità della famiglia o dell’istituzione scolastica ma della società tutta.

La Città di Monreale ha subito risposto alla richiesta di Porrovecchio,  avvalorata dall’azione e degli interventi della Presidente Marilina Munna del Coordinamento H delle Persone con disabilità nella Regione Siicliana  e, in data di ieri, l’Assessore ai servizi sociali di Monreale ha comunicato pubblicamente che con  riguardo al servizio di assistenza igienico personale scolastica, gli alunni con disabilità, si dal  primo giorno di scuola, avranno garantito il relativo servizio. Ciò grazie alla elaborazione di nuovo progetto denominato PASS (Progetto Assistenzialistico Scolastico Sperimentale), che ha organizzato l’amministrazione comunale che, per il momento, durerà fino a dicembre 2020, ma che di esso non  si potrà prescindere anche per i mesi successivi.


Ieri anche Riccardo Castro, Autorità Garante del Comune di Acireale, è stato chiamato in causa da numerose famiglie di alunni con disabilità che temono, con ampi margini di certezza, che  il rientro a scuola dei loro figli possa non essere garantito nei modi adeguati. Anche in questo caso per la  mancanza degli assistenti igienico sanitari. Castro ha assicurato il suo intervento perché nessuna disattenzione venga mostrata con riguardo al diritto degli alunni con maggiore fragilità, ai quali dovrà essere garantita, avendo riguardo al particolare momento,  una corretta ed adeguata inclusione scolastica.
Sul punto, interviene Salvatore Di Giglia (nella foto sotto) Presidente dell’Ufficio Nazionale del Garante della Persona con disabilità Onlus, ed auspica che l’iniziativa delle Autorità  “Garanti” di Brancaleone, Monreale ed Acireale venga assunta in via generalizzata, al fine di evitare che si verifichi, anche quest’anno, che i T.A.R. (Tribunali Amministrativi Regionali) si ingolfino di ricorsi presentati da parte dei familiari di alunni con disabilità. Si dice convinto che la burocrazia, in questi casi, deve essere sollecitata preventivamente per risolvere  le criticità degli alunni con disabilità, invitandola ad attenersi  al principio di legalità, al quale è sempre obbligata ad uniformarsi. Afferma, infine, che la logica che le criticità degli alunni vengano risolte mediante un intervento giudiziale deve essere il più possibile evitato e deve essere valutata alla stregua di un “momento patologico”  del sistema per la risoluzione di problematiche che devono essere affrontate e risolte nei modi ordinari e fisiologici. Tra l’altro spesso le Istituzioni dimenticano  che ogni giudizio che si instaura impegna anche risorse pubbliche per spese legali. Spese che si possono evitare se la materia della disabilità viene ordinariamente considerata non secondaria e marginale.

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