Jacli. Liquori della Conca d’Oro

Prendi un antico agrumeto della Conca d’Oro, di quelli coltivati ad “aranci cartasi” probabilmente così chiamato perché arrivato nel secolo X da Cartagine con gli arabi, ed utilizzati specialmente come porta innesto. Un agrumeto dove non potevano mancare i limoni.

Di n agrumeto così, nella contrada Jacli a Villagrazia di Palermo, diventa un giorno proprietario un ragazzo, Davide Mazzara (nella foto in alto a sinistra), che lo eredita dal nonno. Davide è appassionato di liquori fatti a casa, come è d’uso nella sua famiglia. Fa tante prove e aggiungendo aromi e spezie alle bucce e aggiustando le quantità arriva finalmente agli equilibri perfetti. Nascono così il Cartasio, amaro ricavato dalle arance amare, il Burtuqa dal nome arabo delle arance Portogallo fatto appunto di arance dolci Portogallo, imbottigliati nelle accattivanti bottiglie pienotte del tipo “chiara” mentre nella chiara chiara alta viene venduto lo Zagara Bianca, il limoncello.

Lo Spritz rielaborato usando il Burtuqa con menta fresca, tabasco, sciroppo al mandarino, succo di limone anice stellato e pepe (nella foto sotto). Oppure il Negroni con l’amaro Cartasio al posto del vermouth rosso e il rosmarino.

Ciclo di produzione? Tutto fatto a mano, dalla pelatura degli agrumi all’incollare i sigilli di Stato utilizzando solo spezie naturali.

Distribuiti nelle enoteche ed in molti ristoranti.

http://www.jacli.it

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