Reinserimento sociale dei detenuti – E’ proseguita oggi la missione a Palermo della delegazione del Governo messicano e delle Nazioni Unite.

È proseguita stamani la  missione della delegazione del Governo messicano e dell’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime – Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine) per conoscere l’esperienza palermitana finalizzata al reinserimento sociale dei detenuti.

Dapprima, la delegazione – accompagnata dal Sindaco Leoluca Orlando – ha visitato il cantiere di diserbo e cura del verde nella “salita Bonanno” a Monte Pellegrino, ad opera della popolazione carceraria della casa circondariale dell’Ucciardone.

 “Un’esperienza – ha spiegato il Sindaco – che nasce  da un rapporto formale, organico della città di Palermo, la Direzione Penitenziaria ed il Ministero della Giustizia e con l’autorizzazione del Giudice di sorveglianza. Si tratta di una procedura, assolutamente istituzionale e prevista dalla vigente normativa, che sta dentro la funzione rieducativa della pena e l’esigenza di diminuire la penosità della detenzione, con l’avvio di percorsi di reinserimento sociale  dei detenuti”.

In un secondo momento, la delegazione si è spostata a Palazzo Butera dove, nel corso di una conferenza stampa, è stata illustrata un’altra innovativa forma di impegno dei detenuti per lo sviluppo, anche artistico, della città.  

“Questa iniziativa – ha sottolineato il Sindaco – ha suscitato l’interesse delle Nazioni Unite e del Governo del Messico e della Polizia Penitenziaria Messicana che vogliono trasferire questo esempio nella realtà messicana. 

Credo che sia l’ulteriore conferma – ha continuato Orlando – di una visione fuori dalla logica degli slogan e  che si esplica con azioni concrete: il teatro e la produzione di pasta all’interno del carcere dell’Ucciardone; le attività lavorative affidate ai detenuti, insieme con l’amministrazione comunale, nelle strade, nelle vie e nei parchi;  la  cura del carro e della statua di Santa Rosalia  e – ulteriore passo avanti – la possibilità per i detenuti di apprendere arti e mestieri legati al restauro in una  sede privata e prestigiosa come Palazzo Butera.  

Per noi i detenuti devono essere soggetti al Diritto e quindi devono scontare la pena;  ma sono anche soggetti di diritti  in quanto esseri umani. Questa visione – io sono persona, noi siamo comunità – che costituisce il motivo dominante della nostra Amministrazione comunale e, oggi dell’intera città, ha attirato l’attenzione dei vertici penitenziari del Messico che sono venuti in delegazione a Palermo insieme con l’agenzia delle Nazioni Unite per conoscere la nostra esperienza. Un esempio che si espande – ha concluso il Sindaco – non solo in tutta la Sicilia, grazie all’intesa tra il Ministero della Giustizia  e l’Anci che io presiedo, ma in tutto il mondo, anche in un paese che appare così lontano come il Messico. È l’ennesima conferma di Palermo aperta e attrattiva, non soltanto per i turisti, non soltanto per i migranti, ma anche per coloro che vogliono migliorare la qualità della vita dei propri rispettivi Paesi”.  

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