Garante dei disabili chiede a Musumeci di integrare il comitato “Fase 2” con un esperto di disabilità

La task force siciliana per la programmazione della cd.”fase 2″ Covid 19, analogamente a quanto avvenuto in sede nazionale,  non può prescindere dal contributo di un esperto nel campo della disabilità che conosca i particolari bisogni e le variegate problematiche che vivono nel territorio,  in questo momento, le Persone con disabilità e le loro famiglie. Per alcun motivo esse devono divenire ancora più “invisibili” di quanto lo siano state nel passato.  In questo senso,  lettera dell’Ufficio Nazionale inviata al Presidente della Regione Siciliana, ove si sollecita l’integrazione del Comitato.

Di seguito il testo della lettera

Signor Presidente Musumeci, G.mi Assessori alla Salute ed alla Famiglia, lo scrivente
Avv. Salvatore Di Giglia nella veste di rapp.legale dell’Ufficio mittente, sentite alcune importanti Organizzazioni di tutela delle Persone con disabilità operanti in ambito regionale,esaminati i provvedimenti del Governo Regionale in tema di Covid 19, vista la nota dell’Autorità Garante delle Persone con disabilità n.4/2020 del 23 marzo 2020, con la presente
sono a plaudire, da un lato, all’iniziativa che il Governo Regionale, con l’ausilio dei 14 esperti facenti parte del Comitato in oggetto, sta programmando anzitempo le azioni della cd.“fase 2” che dovranno presiedere alla graduale ripresa delle attività economico-sociali nel momento pandemico in corso.
Dall’altro, non posso astenermi dal rappresentare alcune circostanze, a mio parere, oggettivamente meritevoli di essere tenute presenti in questa fase di lavoro della citata task force isolana.
Premetto che tutte le organizzazioni del privato sociale, nel momento in cui
l’emergenza doveva essere contrastata con modalità e strumenti giuridici rigorosi da valere in via generalizzata, hanno consapevolmente e ragionevolmente accettato la “compressione” della quasi totalità dei diritti acquisiti delle Persone con disabilità. Cosicchè, in queste ultime
settimane, tutti abbiamo dolorosamente registrato, in modo incontrovertibile, che il grado di visibilità della .Persona disabile ovvero del cittadino con maggiori fragilità, si è straordinariamente ridotto. Naturalmente, in questo periodo, sono state anche evidenziate alcune isolate forme di rifiuto delle misure da parte delle Persone con disabilità psichica, costretti ad interrompere i propri percorsi socio-riabilitativi. Situazioni, queste, che in ambito regionale e locale-sindacale, si è cercato di fronteggiare prontamente, ad esempio consentendo – in condizioni di sicurezza – la fruizione di spazi verdi alle Persone con disabilità.
Ovviamente, in tali contesti, il grado di impegno e di dedizione assicurati dalle famiglie verso le diverse necessità dei propri congiunti, è aumentato in modo esponenziale e, in alcuni casi, tale gestione è divenuta oltremodo difficoltosa.
Tutto ciò è di facile intuizione.
Fatta questa breve premessa, oggi abbiamo notizia che il Governo Regionale si avvia,
ragionevolmente, verso la fase due, anche in Sicilia.
Questa fase, tuttavia, è oggettivamente diversa dalla precedente che si è caratterizzata
per le non programmabili urgenze e per le importanti e numerose necessità di tipo sanitario collegate all’effetto sorpresa dell’epidemia.
Al contrario della prima fase, pertanto, quella che si sta ora progettando, può certamente soddisfare i canoni fondamentali di una programmazione che guardi alle esigenze di tutti e prenda in considerazione, com’è giusto che sia, la ripresa delle attività economiche ma anche sociali nella Regione. Per l’effetto deve conseguire che la naturale “compressione” dei diritti delle Persone con disabilità, già registrata nella prima fase dell’emergenza, non può proseguire
con la stessa intensità ed ogni azione del Governo deve, per forza di cose, tenere presente le specifiche esigenze, di diverso tipo delle Persone con disabilità.
Questo Ufficio è, quindi, del parere che, analogamente a quanto avvenuto a livello
nazionale, il gruppo di lavoro chiamato a programmare la cd. “fase 2” nella Regione Siciliana,
debba essere integrato da un componente esperto di disabilità, che conosca molto bene le
diversificate necessità delle Persone con disabilità nel territorio siciliano, avendo riguardo ai corrispondenti modelli specifici di approccio ed alla complessità degli interventi in loro favore.
Si è convinti che il gruppo composito di esperti già insediato, per le autorevoli
competenze possedute, potranno fornire nel modo migliore le proprie idee sul piano sistemico-sanitario-epidemiologico. Del pari, si esprime la piena convinzione che la partecipazione e le conoscenze di un esperto di disabilità, potranno rivelarsi utili ed organiche rispetto agli interventi di politica sanitaria, economica e sociale, avendo riguardo alle adeguate protezioni sociali di cui le Persone con disabilità hanno necessità quotidiane.
La presente sovraintende, da un lato, alla mission dell’Ufficio scrivente volta ad
assicurare alle Persone con disabilità condizioni di pari opportunità, e dall’altro allo spirito di collaborazione che deve sempre presiedere nei rapporti tra il privato sociale e le pubbliche istituzioni.

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